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SHOWCASE & CALENDARIO
19:00
Cerimonia di Apertura
Installazioni di M.G. De Rosa
Hathor Plectrum Quartet
Anteprima Premio Lupo
Assaggi Letterari
Pinocchio
di Flavio Albanese
19:30
Bicicaffé
La settimana dopo
Anteprima Premio Lupo
Assaggi Letterari
21:00
The Sgirlies Chantant
Teatro Instabile di Aosta
22:00
SandArt
Gabriella Compagnone
19:00
Bicicaffé
La settimana dopo
19:30
ConturBand Live
20:00
La gabbianella e il gatto
piccola compagnia impertinente
21:00
The Sgirlies Chantant
Teatro Instabile di Aosta
19:00
Party di Fine Festival
21:00
Kukulá e mannaggia'a mort
Principio Attivo Teatro
21:30
Paolo Benvegnú
Ratafiamm
23:30
Notte Bianca
"Lo Chalet" + A.C.M. Flash
GLI ARTISTI
Ha fondato gli Scisma nel 1993, con i quali ha pubblicato 3 album. Il suo primo disco solista, Piccoli fragilissimi film, é del 2003.
In seguito ad un lungo tour (premiato al MEI di Faenza come Tour dell'anno), pubblica nel giugno 2005 un nuovo EP: Cerchi nell'acqua,
Artista dalle tante sfaccettature, nel 2007 ha anche portato in scena alcune pièce teatrali all'interno di luoghi insoliti, come ristoranti o salotti di case private.
Rilascia ad inizio 2008 il suo secondo album, Le labbra.
Ad inizio 2009 partecipa al progetto Il paese é reale ed al relativo disco, voluto da Manuel Agnelli degli Afterhours con il brano Io e il mio amore.
A Febbraio 2011 esce Hermann, che lo porta in tour per tutta la penisola italiana.
La Compagnia della Settimana Dopo nasce nel 2006. Lo studio della presenza scenica, dell'essenzialità del gesto e la ricerca di uno stato d'animo "clownesco" sono i punti centrali del lavoro.
A gennaio del 2008 la compagnia lavora ad Hanko (Finlandia) per la creazione dello spettacolo "Il Trasloco".
A seguito di un periodo di formazione nel 2009, la compagnia crea due nuovi spettacoli: "Il Bici Caffè", in bilico tra spettacolo di strada e performance, e "Le Trote Blu", uno spettacolo in cui si fondono la canzone italiana, la storia del nostro paese, la danza e il clown.
A partire da questo momento la Compagnia comincia a collaborare intensamente con il Teatro Instabile di Aosta e lavora quotidianamente nelle sale di Casale de' Merode, dove partecipa attivamente al progetto "Teatro de MeRode".
Gabriella Compagnone nasce a Sezze Romano (LT) il 30/01/1990.
Nel 2007 sceglie di abbandonare il Liceo Classico per l’Istituto d’Arte.
Nel 2008 si unisce a tre musicisti ed una cantante lirica, creando il gruppo “Note di sabbia”, che comincia ad esibirsi in alcuni locali della città. Nell'agosto 2009, in occasione del Cavour Art, si esibisce pubblicamente ricevendo ampi consensi.
Nel Dicembre 2009 viene contattata da CANALE 5 ed invitata a partecipare alla trasmissione ITALIA’S GOT TALENT; in seguito partecipa alle semifinali (3 maggio 2010) ed alle finali (17 maggio 2010).Ha partecipato alle trasmissioni televisive “ C’è posta per te”, “Telethon”, “Domenica in” e “Glam”.
Ensemble dallo stile pirotecnico e dall'intenso repertorio, la Conturband nasce nell'ottobre 2007, ed ha già all'attivo oltre 500 partecipazioni ad eventi musicali, sagre, fiere e manifestazioni.
Partecipa al Carnevale di Putignano ed. 2008/2009/2010, e apre il concerto di Pupo ad Uggiano-Casamassella (LE) il 9 agosto 2010.
La ConTurBand è presente anche nel panorama internazionale: da ricordare la partecipazione all'importante Festival della Cultura Italiana di Banja Luka (ottobre 2009).
Il 3 luglio 2009 partecipa allo "Street Band Show" di Monopoli, esibendosi in una appassionata jam session con i FunkOff.
Organizza inoltre l'evento "Innovare la tradizione - II edizione" con l'associazione musicale culturale "Orpheo" di Turi (BA), cui ha preso parte anche il celebre trombettista Andrea Tofanelli.
Un duo di sciantose presenta il suo repertorio di canzoni italiane dagli anni '20 agli anni '50.
I brani sono eseguiti a cappella o accompagnati da un ensemble ritmico composto da pettine, boccetta di profumo e tacco a spillo.
Il repertorio comprende le canzoni più conosciute come “Maramao perché sei morto” del Trio Lescano o stupendi “pezzi da museo” quali “Mi ami Memy a Miami?” di Odoardo Spadaro.
“Può nascere un po' di jazz spruzzandosi del profumo” disse la Venere Nera al Bal Tabarin di Parigi nel 1923: sulle tracce delle loro colleghe dei café-chantant d’inizio secolo, le Sgirlies sfoderano tutto il loro fascino di donne fatali,
raccontano di paparazzi e viveurs, si scatenano in improvvisazioni vocali e sfide mozzafiato di sventolamento di sciarpetta.
Diplomato alla SCUOLA DI TEATRO diretta da G. Strehler.
Si è perfezionato al Laboratorio triennale per pedagoghi, registi e attori con uno studio su “Le tre sorelle” di A. Checov (Svezia,Germania, Italia)
Dal 1994 dirige laboratori di Teatro e Commedia dell’arte in Italia e all’estero.
Ha collaborato come docente presso il Centro Internazionale La Cometa e Teatro Stabile delle Marche e attualmente dirige un Laboratorio Permanente a Bari da 6 anni. Direttore Artistico del “Teatro della Dodicesima” Spinaceto (Roma) e del “Festival delle Crete Senesi” (Siena), dal 1991 al 2006 dirige la compagnia di teatro “di beato e angelica”.
Come attore di cinema ha recitato sempre in ruoli primari in “Mi fai un favore?” con O. Muti, in “Marciando nel Buio” (regia Massimo Spano), e nel 1994
“I Pavoni”, regia di Luciano Manuzzi.
In televisione ha recitato come comprimario in diverse fiction e telefilm fra cui “Raket” e “La Squadra” su Rai 3.
Canzoni post-folk. Musica a km 0. Per Blow Up: "Finalmente un credibile nome nuovo"
Nessuno mai, in nessun momento, neanche al principio. Magari pochi grammi, magari tanti, ma mai zero.
Fin dall'inizio.
Nessuno può negare che, per il solo fatto di esserci, anche senza un merito, per la sola presenza, qui noi si pesi.
Non è una dote, non lo è mai stata; soltanto ci si prepara all'esame di sumo. In questa maniera.
Battendo entrambi piedi e mani, avvisando gli avversari, il pubblico, gli arbitri e i parenti tutti.
Il Quartetto a plettro HATHOR nasce nel 2007 ed è formato da Antonio Schiavone (mandolino), Roberto Bascià (mandolino), Fulvio S. D'Abramo (mandola) e Ruggiero D. Tosches (chitarra), formatisi presso il Conservatorio "Niccolò Piccinni" di Bari.
L'ensemble ha partecipato a numerosi concorsi e tenuto diversi concerti, in regione e fuori, nell'ambito dei quali ha riscosso unanimi consensi di pubblico e critica. Il 27 luglio è stato invitato a tenere un concerto nel prestigioso Teatro Marcello di Roma.
Il repertorio, oltre i grandi classici napoletani, include anche brani tratti dal repertorio classico e contemporaneo, con particolare interesse per la musica per film.
Il Quartetto è parte integrante dell’Orchestra a plettro del Conservatorio “Piccinni” di Bari e nel 2010 ha pubblicato il suo primo cd "Hathor Plectrum Quartet - live".
IL PAESE

Roseto Valfortore è un comune italiano di 1.336 abitanti della provincia di Foggia in Puglia.
Anticamente chiamato Rosito, prende nome dall’abbondanza di rose selvatiche nel suo territorio.
L’aggiunta di Valfortore va riferita al fiume Fortore che nasce ad est del paese e ne solca la valle.
Il paese fa parte del club "I Borghi Più Belli d'Italia", e dal 1882 nutre una cospicua comunità di emigranti negli USA,
che nel 1912, in Pennsylvania, danno vita a un nuovo paese oltre Oceano, facendolo entrare nel novero dei Comuni d’America.
A partire dal 1946, dopo il secondo conflitto mondiale, il flusso migratorio riprende, questa volta verso il Canada, e
Roseto si spopola: dai 5400 abitanti del 1946 passa ai 1300 di oggi.

L’impianto urbanistico è di derivazione medievale e le viuzze si lasciano percorrere passo dopo passo in tranquillità, accogliendo i profumi e gli scorci di verde del vicino bosco Vetruscelli. I vicoli del centro storico di Roseto partono tutti da Piazza Vecchia, disposti secondo una tecnica di costruzione longobarda: a uno più largo su cui si affacciano le scalinate delle abitazioni, si alterna uno più stretto che funge da raccoglitore di acqua piovana. In fondo a ogni vicolo c’era una porta che veniva chiusa al tramonto, a protezione del borgo. L'opera degli scapellini rosetani rappresenta il patrimonio artistico più importante del paese. Portali, colonne, bassorilievi sono stati realizzati da maestri che per secoli hanno lavorato la pietra della locale cava, situata a sud del borgo.

Il territorio è ricco di sorgenti d’acque e fontane, di mulini ad acqua, di aree da picnic, di orologi e meridiane, tra cui un orologio meccanico, molto antico, il cui quadrante è opera di artisti locali e una meridiana che abbellisce il fronte della Chiesa di Santa Maria Lauretana. La grande quantità di fiori e il tartufo nero che abbonda nei boschi fanno di Roseto la “città del miele e del tartufo”. Una denominazione di cui questo borgo dell’Appennino Dauno si fa vanto e che contribuisce alla considerazione in cui è tenuta la sua gastronomia, ricca di cibi semplici e genuini, come il pane e i dolci.
Foto: Francesco Quitadamo - rosetovalfortore.blogspot.com Testo: I borghi più belli d'Italia
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